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 Alla Casa del Cinema l’anteprima mondiale del documentario

“The Sound Of New York” Music today and tomorrow

Giovedì 21 giugno alle 18.30 in occasione della Festa della Musica

 
 
Roma, 30 maggio 2018I jazzisti della scena internazionale si raccontano in THE SOUND OF NEW YORK – Music Today and Tomorrow, il documentario scritto e diretto da Gloria Rebecchi che sabato 21 giugno alle 18.30, in occasione della Festa della Musica, verrà presentato in anteprima mondiale alla Casa del Cinema in collaborazione con Fondazione Musica per Roma/Casa del Jazz.
Saranno presenti la regista Gloria Rebecchi e il direttore della Casa del Cinema Giorgio Gosetti.
Lo spirito del jazz è a New York.  Lo si sente respirare nei bar del Village, nei locali storici di Harlem, nei club e nelle sale di registrazione di Brooklyn. Le sue vibrazioni nascono dalla strada, la sua energia da chi la attraversa ogni giorno. New York è ancora la città più cosmopolita del mondo. Il suo passo, la sua energia non si fermano mai. Il suo pulsare vibra come una poliritmia jazz.
 
THE SOUND OF NEW YORK è la sintesi dell’omonima serie di 10 documentari monografici dedicata ad altrettanti musicisti della scena jazz newyorchese, co-prodotta da Limited Music, distribuita da EuroArts Music International GmbH, trasmessa come programma di punta su Qwest TV (nuovo canale tematico di Quincy Jones) e su Sky New Zeland e Stingray (Canada).
 
Lo spettatore è condotto tra le strade di New York e nei luoghi dove il jazz si è sviluppato, attraverso influenze e contaminazioni con altri generi musicali (soul, neo soul, hip hop, r&b, jazz progressive, free jazz, rock), definendosi nella sua forma contemporanea.
 
I 10 artisti protagonisti sono figure influenti nel jazz mondiale che si raccontano in prima persona, ricostruendo per lo spettatore il percorso che li ha portati alla definizione di sè e del proprio stile musicale. La visione è coinvolgente e ispirata da un messaggio che va oltre la musica, attraverso riflessioni intense e aspetti di profonda umanità.
 
Bilal, Greg Osby, Vicente Archer, Matthew Stevens, Damion Reid, Luis Perdomo & Mimi Jones, Theo Crocker, Mark Turner, Gerard Clayton e Stefon Harris aprono le porte delle loro case, si lasciano seguire nelle sale di registrazione e i laboratori dove riparano i loro strumenti. Con il pubblico condividono i segreti del loro successo, il loro habitat, l’essenza della musica definita “social music”. Rari e preziosi estratti musicali (assoli, concerti, prove, backstage) sono offerti allo spettatore da una prospettiva inusuale, molto personale, lontana da ogni stereotipo.
Il documentario è commentato da Ashley Khan, storico della musica, giornalista e produttore, oltre che vincitore di un Grammy Award, che presenta questi musicisti definendone talento e qualità artistiche e descrivendo il panorama culturale in cui agiscono. Il filmato vanta la partecipazione della star internazionale Dee Dee Bridgewater.  
 
Le storie degli artisti si incontrano con quelle di altri musicisti e addetti ai lavori. Ne emerge uno spaccato di New York senza precedenti, un intreccio inedito di musica e architettura, di luci e suoni, di arte e spettacolo. Un’interpretazione intensa, visiva e sonora, nello spirito jazz più autentico.
 
 
CASA DEL CINEMA
Spazio culturale di Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale
Gestione Zètema Progetto Cultura
Direzione Giorgio Gosetti
in collaborazione con Rai; Rai Cinema 01 distribution
INDIRIZZO Largo Marcello Mastroianni, 1
INGRESSO GRATUITO
 
Ufficio Stampa Zètema Progetto Cultura
Lorenzo Vincenti 06 82077230 – 347 1025613 l.vincenti@zetema.itwww.zetema.it
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THE SOUND OF NEW YORK
MUSIC TODAY AND TOMORROW

SCRITTO E DIRETTO DA GLORIA REBECCHI
10 EPISODI DA 30’ + 1 DOC DI 60’ – HD
AUDIO: ITA / ENG
PRODOTTO DA LIMITED MUSIC TRADE
LA SERIE “THE SOUND OF NEW YORK” È L’ESPLORAZIONE DI UN MONDO MUSICALE RACCONTATO DALLA NUOVA GENERAZIONE DI ARTISTI CHE ORBITA NELLA CITTÀ DI NEW YORK.
QUESTI MUSICISTI, DI DIVERSAPROVENIENZA E CON STORIE ED ESPERIENZE ETEROGENEE, STANNO CREANDO UNA NUOVA CORRENTE STILISTICA CHE STA INFLUENZANDO LE SCENE MUSICALI DI TUTTO IL MONDO.

A NEW YORK, OGGI QUESTO IMPULSO CREATIVO È PIÙ FORTE CHE MAI.
I SUONI NASCONO DAL JAZZ CONTEMPORANEO, DALL’ELABORAZIONE DELLA MUSICA DEL PASSATO E DALL’INTERAZIONE CON ALTRI STILI.
L’AVANGUARDIA MUSICALE A NEW YORK È UN CONCENTRATO DI INFLUENZE MUSICALI E CULTURALI AFRO-AMERICANE, CLASSICHE E CONTEMPORANEE, OLTRE A CONTAMINAZIONI DI GENERI QUALI HIP-POP, R’B,ROCK, ECC.

LE AVANGUARDIE A NEW YORK VANNO RICERCATE NEI PICCOLI SPAZI, COME QUASI UN SECOLO FA, NEI BAR DEL VILLAGE, NEI LOCALI DI HARLEM, NEI CLUB E NELLE SALE PROVE DI BROOKLYN.
QUI L’ATMOSFERA È INCREDIBILMENTE RILASSATA E ALLO STESSO TEMPO CARICA DI ENERGIA VITALE. “THE SOUND OF NEW YORK” CONDUCE LO SPETTATORE TRA LE STRADE DI NEW YORK, PER ASCOLTARNE I SUONI, IMBATTERSI IN ARTISTI E FORMAZIONI UNICHE, COGLIENDONE LE IMPROVVISAZIONI, LE
CONVERSAZIONI E PER APPREZZARNE L’INCREDIBILE TALENTO.
I PROTAGONISTI DELLA SERIE SONO GLI STESSI CHE SI ESIBISCONO SUI PALCHI E NEI FESTIVAL PIÙ CONOSCIUTI AL MONDO, VINCITORI DI PREMI PRESTIGIOSI.

10 MUSICISTI DI LIVELLO INTERNAZIONALE CI APRONO LE PORTE DI QUESTO MONDO, MOSTRANDOCI LA PROPRIA VISIONE, TRASMETTENDOCI L’ESSENZA DELLA MUSICA CHE COMPONGONO.
OGNI EPISODIO HA IL COMMENTO E L’ANALISI DI ASHLEY KHAN (STORICO DELLA MUSICA, GIORNALISTA E PRODUTTORE, VINCITORE DI UN GRAMMY AWARD, AUTORE DEL BEST SELLER INTERNAZIONALE “A LOVE SUPREME”) CON UNA DESCRIZIONE DAL SUO PUNTO DI VISTA DELL’ARTISTA PROTAGONISTA E DEL SUO RUOLO NEL MOVIMENTO ARTISTICO.

IL PROTAGONISTA
OGNI PUNTATA DI “THE SOUND OF NEW YORK” È DEDICATA A UN MUSICISTA CHE RACCONTA IN PRIMA PERSONA LA SUA STORIA NELLA SUA QUOTIDIANITÀ, NEI LUOGHI DEL SUO PRIVATO, NEI NEGOZI E NEI LABORATORI DOVE SI RIPARANO STRUMENTI, NEI CAFFÉ E NEI RISTORANTI, NEGLI STUDI DI REGISTRAZIONE
E NEI CLUB DI MANHATTAN E DI BROOKLYN.
ALTRI ARTISTI E ADDETTI AI LAVORI CONTRIBUISCONO ALLA NARRAZIONE. LE LORO TESTIMONIANZE MOSTRANO COME I SODALIZI ARTISTICI E I RAPPORTI PROFESSIONALI CREINO AMICIZIE E SCAMBI UMANI IN UN COSTANTE APPROCCIO DI APERTURA VERSO NUOVE CONNESSIONI ED ESPERIENZE CHE SONO LA SORGENTE E LA SOSTANZA DEL SUONO UNICO DI NEW YORK: UN SUONO MAGICO, UGUALE A NESSUN ALTRO AL MONDO.
RARI E PREZIOSI ESTRATTI MUSICALI (ASSOLI, CONCERTI, PROVE, BACKSTAGE) SONO OFFERTI ALL’ASCOLTO E ALLO SGUARDO DELLO SPETTATORE DA UNA PROSPETTIVA NON USUALE, MOLTO PERSONALE, FUORI DA OGNI STEREOTIPO.

LA CITTÀ
LE IMMAGINI E IL SUONO SI FONDONO NEI RITMI DELLA CITTÀ, NELLA SUA INCREDIBILE ENERGIA, NELLA SUA VITALITÀ ASSORDANTE, TRA LE LUCI E LA SUA IMPONENTE ARCHITETTURA: UN’ALTERNANZA TRA GRANDI PANORAMI, REAL LIFE DELLA NEW YORK CONTEMPORANEA E FASCINO DEL VINTAGE, RADICATO
NELL’IMMAGINARIO COLLETTIVO.
NEW YORK È RAPPRESENTATA NELL’INTERPRETAZIONE INTENSA, VISIVA E SONORA DI OGNI PROTAGONISTA.

GLI ARTISTI DELLA PRIMA SERIE

1. BILAL (CANTANTE) VINCITORE GRAMMY AWARD 2013 “BEST R&B ALBUM” – NOMINATION
GRAMMY AWARD 2011 BEST URBAN/ALTERNATIVE PERFORMANCE
2. GREG OSBY (SASSOFONISTA)
3. VICENTE ARCHER (CONTRABBASSISTA) NOMINATION GRAMMY AWARD 2016 – BEST JAZZ
INSTRUMENTAL ALBUM
4. MATTHEW STEVENS (CHITARRISTA)
5. DAMION REID (BATTERISTA) NOMINATION GRAMMY AWARD 2016 – BEST JAZZ INSTRUMENTAL
ALBUM
6. LUIS PERDOMO (PIANISTA) & MIMI JONES(CONTRABBASSISTA)
7. THEO CROKER (TROMBETTISTA)
8. MARK TURNER (SASSOFONISTA)
9. 8 GERALD CLAYTON (PIANISTA) NOMINATION GRAMMY AWARD: 2012 -2103 “BEST JAZZ
INSTRUMENTAL ALBUM” – 2011 “BEST INSTRUMENTAL COMPOSITION” – 2009 “BEST IMPROVISED
JAZZ SOLO”
10. STEFON HARRIS (VIBRAFONISTA, COMPOSITORE, EDUCATORE) 4 NOMINATION AI GRAMMY AWARDS
LE PARTECIPAZIONI STRAORDINARIE

ASHLEY KAHN
DEE DEE BRIDGEWATER
BRUCE BARTH, JOHNATHAN BLAKE, MATT BREWER, JESS BIRCH, ERIC DOOB, LIBERTY ELLMAN, DUANE EUBANKS, ETHAN IVERSON, LAGE LUND, BARRIE KOLSTEIN, JOE MARCIANO, JEREMY PELT, MARK SHIM, DAYNA STEPHENS, E.J. STRICKLAND, MARCUS STRICKLAND, ROBERTO ROMEO.

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F.I.Co EATALY WORLD_CLONWERK

 

In collaborazione con Clonwerk , leader nell’industria dell’entertainment ad alto contenuto tecnologico, stiamo progettando e realizzando il Sound Design di 5 installazioni multimediali all’interno del grande parco F.I.Co Eataly World all’interno del CAAB di Bologna.

FICO Eataly World vuole diventare la struttura di riferimento per la divulgazione e la conoscenza dell’agroalimentare, il luogo di incontro per tutti coloro che amano il cibo e che vogliono conoscerne i segreti e la tradizione, alla ricerca di informazioni ed esperienze uniche.

Ecco le 5 giostre educative e multimediali che potrete visitare a FICO Eataly World.

  1. L’uomo e il Fuoco. Una storia bellissima che dura da un milione e mezzo di anni. Dal fuoco rubato al vulcano si è passati alla capacità di crearlo in loco con strumenti sempre più funzionali e di adattarlo agli usi della cucina per rendere i cibi più digeribili e sani.

 

  1. L’uomo e la Terra. 14.000 anni di agricoltura non sono facili da raccontare. Ma abbiamo la fortuna di trovarci in uno dei Paesi più biodiversi al mondo, casa di una moltitudine di specie vegetali e animali. Una terra di una forte identità da rispettare, interpretare e rafforzare.

 

  1. L’uomo: dalla Terra alla Bottiglia.  Vino, birra e olio d’oliva: quale di questi prodotti secolari è nato per primo? Si dice che già nella Preistoria si mangiasse uva selvatica fermentata, mentre si narra che la la birra, già 6500 anni fa, fosse frutto… della mano femminile! E l’olio? Se ne sono trovate tracce nella città di Haifa, in Israele, già 9.000 anni fa!

 

  1. L’uomo e il Mare.Abbiamo ancora sul corpo i segni del mare”, scrive Jack London, ricordandoci che la vita animale nasce proprio nel mare e ne esce “solo” 500 milioni di anni fa, strisciando, diventando prima serpenti, poi scimmie, poi uomini. Oggi ci troviamo a dominare il mondo e a catturare i pesci per alimentarci, nel mare dal quale proveniamo. In un eterno ciclo basato sull’equilibrio naturale.

 

  1. L’uomo e gli Animali. All’inizio, erano gli animali a cacciare l’uomo. Poi, l’uomo comincia a capire che alcuni animali possono rivelarsi preziosissimi alleati. A partire dal lupo, che lo aiuta a tenere lontane le bestie feroci, si passa alla pecora e alla capra, per il latte, la carne e la lana, poi il pollo e i bovini… Nasce così l’arte di allevare gli animali per nutrirsi e vestirsi senza dover più cacciare.

Esaustivo? Sicuramente no. Ma scommettiamo che vi abbiamo incuriosito!

 

Le descrizioni delle giostre educative sono tratte dal libro “Ricordiamoci il futuro” di Oscar Farinetti (Feltrinelli 2017)

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“Cattiva” è il nuovo singolo di Juel, dal 12 gennaio in tutte le piattaforme digitali per Limited Music Trade/Believe.

Già dalle prime note l’artista apre le porte del suo modo fatto di sonorità urban, reggaeton, electro e hip hop.

Un ritmo sostenuto accompagna le rime di Juel che attraverso i suoi testi parla delle
proprie esperienze, dove il canto rappresenta la sua valvola di sfogo.

“Cattiva” racconta un rapporto a due, dove la protagonista era accusata di non essere mai all’altezza, di non rispecchiare le aspettative del proprio partner. Una violenza psicologica che sul lungo periodo ha portato alla privazione della sua personalità. Dopo l’oppressione, il ritornello racconta il passaggio da donna succube a donna “Cattiva”, che trova la forza di reagire, invertendo il ruolo da vittima a carnefice. Il messaggio di questa canzone è rivolto, quindi, alle donne che reprimono il proprio essere lasciandosi sopraffare da forze negative.
Juel che ha composto anche tutte le musiche si è ispirata a “Won’t Back Down” di Eminem feat. Pink, ponendo grande attenzione verso la sezione ritmica e le dinamiche. 120 bpm tra beat che richiamano la trazione black e moderni insert elettronici.
“Cattiva” è accompagnata dall’omonimo videoclip realizzato da Simone Moglié e Fabio Tarantino nel suggestivo ex-Oleificio della Magliana a Roma. Nelle immagini scenari urban vedono Juel ballare con un look da guerriera amazzone accompagnata da quattro ballerine provenienti dall’accademia di danza Sponky Style Academy di Firenze.
“Cattiva” è il quarto singolo pubblicato da Juel, che sarà incluso nel nuovo album di prossima pubblicazione.

Ufficio Stampa Nextpress
Luca Bramanti

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I robot KUKA al servizio degli eventi con Clonwerk-AVS-Limited Music

L’agenzia ha collaborato con l’azienda di service AVS nella realizzazione dell’evento di dimostrazione delle potenzialità e delle funzionalità dei bracci robotici KUKA nel settore dell’entertainment.

Il 23 novembre 2016, all’ex Caserma di via Guido Reni di Roma, si è svolto l’evento Robotika, una spettacolare dimostrazione nella quale Clonwerk ha collaborato con l’azienda di service AVS per presentare le potenzialità d’interazione tecnico artistiche dei bracci robotici KUKA nell’intrattenimento.

Clonwerk, assieme al responsabile commerciale di AVS e al Business Development Manager General Industry presso KUKA Roboter, hanno presentato la tecnologia a un pubblico costituito da tutte le società interessate all’applicazione dei robot al mondo dell’entertainment. Clonwerk ha contribuito alla realizzazione del sistema di comunicazione con i bracci robotici e alla creazione dei contenuti video.

“Nel primo step di sviluppo con tecnologia Kuka, abbiamo studiato metodi di virtualizzazione dell’installazione – spiega Alessio Pastorello, del reparto Ricerca e Sviluppo di Clonwerk -. Non è stato scontato riposizionare e muovere in ambiente virtuale 3D i due robot, considerando il livello di precisione necessario e non consueto per ambienti di produzione di video grafica. Abbiamo così sviluppato e testato un software che ci consente una comunicazione funzionale tra l’ambiente virtuale e quello reale”.

Attraverso questo tipo di software, i KUKA sono in grado, oltre che di esibirsi in vere e proprie coreografie, di interagire con la scena ed animare contributi grafici, con la possibilità quindi di essere adoperati in molteplici occasioni: per eventi, convention, programmi televisivi, ecc.

“I bracci robotici nell’intrattenimento sono soluzioni che permettono l’efficace movimentazione di porzioni scenografiche – prosegue Axel Egon Sanvoisin, Clonwerk -. La precisione millimetrica in sincrono con i contenuti video, l’audio e eventuali coreografie, non ha limiti di utilizzo e di creatività. E’ fondamentale per Clonwerk e fin da ora interpretare le potenzialità di questo nuovo strumento, saperlo utilizzare per proporlo a creativi come architetti, stage designers, coreografi e registi. Il progetto con i Kuka è parte dei nostri investimenti nella ricerca e nello sviluppo, e contribuisce a renderci attori principali delle evoluzioni dell’interaction design di oggi e dei prossimi anni”.

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